Giornata della Memoria 2020

“Tutti devono sapere, o ricordare, che Hitler e Mussolini, quando parlavano pubblicamente, venivano creduti, applauditi, ammirati, adorati come dèi. […] Le idee che proclamavano non erano sempre le stesse, e in generale erano aberranti, o sciocche, o crudeli; eppure vennero osannati, e seguiti fino alla morte da migliaia di fedeli.

Bisogna ricordare che questi fedeli, e fra questi anche i diligenti esecutori di ordini disumani, non erano aguzzini nati, non erano (salve poche eccezioni) dei mostri: erano uomini qualunque. I mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere veramente pericolosi; sono più pericolosi gli uomini comuni, i funzionari pronti a credere e ad obbedire senza discutere, come Eichmann, come Höss comandante di Auschwitz, come Stangl comandante di Treblinka, come i militari francesi di vent’anni dopo, massacratori in Algeria, come i militari americani di trent’anni dopo, massacratori in Vietnam.

Occorre dunque essere diffidenti con chi cerca di convincerci con strumenti diversi dalla ragione, ossia con i capi carismatici; dobbiamo essere cauti nel delegare ad altri il nostro giudizio e la nostra volontà. Poichè è difficile distinguere i profeti veri dai falsi, è bene avere in sospetto tutti i profeti; è meglio rinunciare alle verità rivelate, anche se ci esaltano per la loro semplicità e il loro splendore, anche se le troviamo comode perchè si acquistano gratis. È meglio accontentarsi di altre verità più modeste e meno entusiasmanti, quelle che si conquistano faticosamente, a poco a poco e senza scorciatoie, con lo studio, la discussione e il ragionamento, e che possono essere verificate e dimostrate.

[…] Un nuovo fascismo, col suo strascico di intolleranza, di sopraffazione e di servitù, può nascere fuori del nostro paese ed esservi importato, magari in punta di piedi e facendosi chiamare con altri nomi; oppure può scatenarsi dall’interno con una violenza tale da sbaragliare tutti i ripari.

Allora i consigli di saggezza non servono più, e bisogna trovare la forza di resistere: anche in questo, la memoria di quanto è avvenuto nel cuore dell’Europa, e non molto tempo addietro, può essere di sostegno e di ammonimento.”

È dall’appendice del 1976 scritta da Primo Levi per l’edizione scolastica di “Se questo è un uomo” che ha preso le mosse la settimana (da lunedì 20 a venerdì 24) dedicata alla memoria di quanto è successo in Germania e in Italia dagli anni Trenta alla fine del secondo conflitto mondiale: tutte le classi della scuola secondaria di I grado hanno affrontato la storia dell’Olocausto, la questione – ancora viva – dell’antisemitismo, la violazione dei diritti di milioni di uomini (ebrei, rom, omosessuali) con letture e approfondimenti dedicati.

Lunedì 27, in occasione della Giornata della memoria, è stato dedicato alla filmografia sui temi affrontati precedentemente: la classe I ha visto “Un sacchetto di biglie”, la classe II “Il viaggio di Fanny”, le classi III “Il processo di Norimberga”.

Tutte le classi hanno partecipato attivamente al dibattito che ha caratterizzato tutti i momenti dedicati all’iniziativa.